RC AUTO: No di Confartigianato all’obbligo del risarcimento in forma specifica PDF Stampa E-mail

«Sono a rischio la libertà di scelta dei cittadini e la sopravvivenza di 17.000 imprese di carrozzeria». È l’allarme lanciato dalle Associazioni dei Carrozzieri di Confartigianato, Cna e Casartigiani in merito a due ipotesi di provvedimenti all’esame del Governo e del Parlamento riguardanti la riforma della disciplina Rc Auto.

Il primo riguarda il pacchetto di norme nel settore assicurativo, sul quale sta lavorando il Sottosegretario allo Sviluppo economico, Sen. Simona Vicari. Il secondo si riferisce ad una risoluzione, primo firmatario l’On. Gutgeld,  in discussione presso la Commissione Finanze della Camera. In entrambi, si renderebbe di fatto obbligatorio il risarcimento ‘in forma specifica’, vale a dire far riparare il veicolo incidentato esclusivamente dalle officine di carrozzeria convenzionate con l’assicurazione.

«In tal modo – rimarcano le Associazioni di Categoria – oltre a ledere la libertà di scelta dei consumatori, si metterebbero in ginocchio due terzi delle imprese di carrozzeria indipendenti che non operano in convenzione con le compagnie di assicurazione».

I carrozzieri di Confartigianato e delle altre associazioni datoriali chiedono al Governo l’eliminazione dell’obbligo del risarcimento in forma specifica dalla risoluzione Gutgeld, sottolineando che esso impedirebbe agli automobilisti di esercitare la libera scelta di essere risarciti in denaro e di farsi riparare l’auto dall’officina e dal carrozziere di fiducia.

Inoltre sottolineano che l’obbligo del risarcimento in forma specifica è incostituzionale perché aggira la sentenza della Corte Costituzionale 19 giugno 2009, n. 180, dove viene confermato che il sistema del risarcimento diretto è facoltativo e che tale sistema non può e non deve essere considerato e/o utilizzato come se fosse “obbligatorio”, quanto piuttosto quale alternativa rispetto al sistema tradizionale (risarcimento corrisposto dalla compagnia del responsabile).

A dar ragione alle Associazioni di categoria dei carrozzieri è anche il decreto legge ‘CrescItalia’ varato il 24 gennaio 2012, dal quale – anche grazie alle battaglie delle tre Associazioni – è stata eliminata proprio una norma che avrebbe limitato la libertà dei cittadini e alterato la concorrenza nel mercato delle riparazioni di auto.